DOMANDE FREQUENTI:
TUTTO SU MICROBIOTA E MICROBIOCHECK

Percorso MICROBIOCHECK

1. PERCHÉ È UTILE MICROBIOCHECK®?

Avere un quadro chiaro della composizione del proprio microbiota ti permette di valutare l’adeguatezza del tuo stile di vita e della tua alimentazione.
In questo modo puoi quindi individuare le strategie per ripristinare il tuo benessere.
Inoltre il test identifica la presenza di tutte le specie batteriche, anche quelle patogene.
Questo consente, in caso siano presenti patobionti (organismi che possono causare malattie) e su indicazione del medico specialista, di approfondire il tuo stato di salute attraverso esami mirati.

2. UN SEMPLICE CAMPIONE DI FECI È SUFFICIENTE PER VALUTARE IL MICROBIOTA?

Le nostre feci sono costituite in gran parte da batteri. La massa fecale, infatti, si forma all’interno del colon, la sezione intestinale più popolata e sfruttata dai batteri.
Questo permette di estrarre il materiale genetico in modo facile. Il prelievo da feci è un metodo semplice e non invasivo.

3. I BAMBINI POSSONO FARE IL TEST MICROBIOCHECK®?

Il test è adatto a tutti, a partire dai 5 anni di età, perché non è invasivo.
Prima dei 5 anni, però, il microbiota è ancora in fase di sviluppo e quindi il suo profilo non corrisponde agli intervalli di riferimento dell’analisi.

4. POSSO FARE IL TEST MICROBIOCHECK® IN GRAVIDANZA?

Si: il test è indicato nella donna in gravidanza.
È comunque necessario indicare lo stato di gravidanza nella scheda anamnestica associata al test, perché i cambiamenti del microbiota nella donna in gravidanza sono molti e fisiologici.

5. POSSO FARE IL TEST SE SOFFRO DI PATOLOGIE?

In caso di patologie croniche (come diabete, obesità, sindrome del colon irritabile e sintomi intestinali ricorrenti) l’esame è consigliato.
Nel caso invece sia presente una patologia in fase acuta, come una gastroenterite o un episodio di colite, è consigliabile attendere qualche giorno fino al termine della fase infiammatoria più grave.
Se in concomitanza con la patologia si assumono antibiotici, è consigliabile rimandare l’esame ad almeno 20 giorni dal termine della terapia.

6. DEVO SOSPENDERE L’USO DI FARMACI PRIMA DI FARE IL TEST MICROBIOCHECK®?

Non è consigliata la sospensione dei farmaci.
Al contrario: chi sta assumendo terapie croniche può trarre giovamento dall’analisi Microbiocheck®.
Se, invece, si sta seguendo una terapia antibiotica o si stanno assumendo probiotici è consigliabile aspettare almeno 20 giorni prima di fare il test.

7. COME SI EFFETTUA IL TEST?

Microbiocheck® prevede 3 azioni: campionamento, consegna e ritiro.
Campiona le feci comodamente a casa tua, utilizzando il kit acquistato in farmacia.
All’interno del kit troverai il contenitore sterile per la raccolta del campione e una busta per contenere i campioni biologici.
Consegna il kit in farmacia. Il tuo campione verrà inviato al laboratorio dello spin-off partecipato dell’Università degli Studi di Bologna, dove sarà analizzato da esperti microbiologi.
Ritira dopo 30 giorni il tuo referto in farmacia con il profilo del tuo microbiota e il consiglio personalizzato.

8. COME FUNZIONA IL CAMPIONAMENTO?

Indossare i guanti in lattice e utilizzare la paletta del raccoglitore sterile per prelevare un certa quantità di feci.
Riporre il campione prelevato nell’apposito contenitore e chiudere bene.

9. COME VERIFICO SE IL CAMPIONE È VALIDO?

Qualora il campione non fosse valutabile, fosse insufficiente o mal conservato, il nostro laboratorio lo segnalerà alla tua farmacia di riferimento.

10. COME DEVO RICONSEGNARE IL KIT IN FARMACIA?

Riconsegnare il kit è molto semplice.
Dopo aver effettuato il campionamento, inserisci il campione nella provetta e posiziona la provetta nella busta verde per i campioni biologici. Poi riponi il tutto nella scatola con il “modulo cliente per il laboratorio” e applica esternamente l’etichetta per la spedizione.
Riporta quindi la scatola nella tua farmacia, che la invierà al laboratorio il prima possibile.

11. DOPO QUANTO TEMPO RICEVERÒ IL REFERTO?

Dopo circa 30 giorni il tuo referto sarà disponibile presso la tua farmacia.
Questo periodo di tempo è indispensabile sia per il sequenziamento sia per l’elaborazione dei dati genetici.
Ogni referto, infatti, è personalizzato e validato da un team di esperti.

12. CHE TIPO DI INFORMAZIONI FORNISCE IL REFERTO?

Il referto è suddiviso in 6 sezioni e segue una struttura a imbuto, la stessa che caratterizza l’esame. All’inizio fornisce informazioni generali ma essenziali per poi scendere nello specifico, evidenziando quali specie batteriche sono presenti, cosa fanno e come contribuiscono al benessere dell’organismo.

 

referto Microbiocheck

La lettura del referto è integrata.
Per ogni parametro, infatti, è prevista una breve spiegazione associata ai valori del profilo del microbiota riscontrato.

Sezione A – “PARAMETRI DI BASE”
È costituita da:
• Indice alfa90 di diversità
• Indice di disbiosi microbica
Fornisce una chiara indicazione dello stato di equilibrio del tuo microbiota. Il primo indice indica quanto sono diverse le specie tra loro, mentre il secondo valuta il rapporto tra i batteri amici e cattivi.

Sezione B – di “ANALISI DESCRITTIVA”.
Evidenzia le abbondanze relative delle singole famiglie batteriche.

Sezione C – “ANALISI DELLE PRINCIPALI CLASSI FUNZIONALI”.
Descrive l’efficienza metabolica del microbiota, cioè valuta cosa producono i nostri batteri.

Sezione D – “RILEVAMENTO GRUPPI BATTERICI POTENZIALMENTE PATOGENI”

Sezione E – “MICROBIOTA E SALUTE”.
Il profilo del microbiota evidenziato dall’analisi viene correlato agli indici di predisposizione a diversi disturbi.
Questa sezione non rappresenta una diagnosi. Un indice di predisposizione elevato, infatti, non implica necessariamente la presenza del disturbo, ma indica solo che il microbiota sta lavorando affinché quel disturbo si consolidi.

Sezione F- “SUGGERIMENTI D’INTERVENTO”.
Individua per ogni caso specifico gli alimenti «buoni» per il microbiota, da integrare in modo graduale alla dieta, e quelli «cattivi», di cui ridurre il consumo.
Inoltre indica il probiotico più adatto per favorire l’equilibrio dell’intestino.

 

FACSIMILE REFERTO →

13. DOPO QUANTO TEMPO È UTILE RIFARE IL TEST MICROBIOCHECK®?

Idealmente l’analisi sarebbe da ripetere ogni 6 mesi, considerando anche che il microbiota presenta fluttuazioni stagionali fisiologiche dovute al cambiamento della dieta.

14. PERCHÉ MICROBIOCHECK® IN FARMACIA?

Il test è caratterizzato da elevata scientificità e complessità.
La figura professionale del farmacista può accompagnarti nella valutazione del referto e nell’individuazione del probiotico e dei consigli alimentari più adatti alla tua situazione.
La tua farmacia di fiducia ti seguirà lungo tutto il percorso di riequilibrio e benessere.

15. CHE DIFFERENZA C’È TRA MICROBIOTA E MICROBIOTA INTESTINALE?

Con microbiota si indica la totalità dei microrganismi (batteri, virus, funghi) che vive in simbiosi (rapporto di coesistenza molto stretta) con il nostro corpo.
Il microbiota è caratteristico di ogni persona e si differenzia in base alla sua localizzazione in microbiota intestinale, cutaneo genitale, oculare e orale.
Il microbiota intestinale, in particolare, è l’insieme dei microorganismi che popolano il nostro intestino.
I microrganismi che popolano il nostro intestino si distribuiscono per tipologia e quantità in modo differente lungo i vari tratti intestinali e colonizzano in particolare il colon: l’ultimo tratto del canale digestivo.

16. QUAL È LA DIFFERENZA TRA FLORA INTESTINALE E MICROBIOTA INTESTINALE?

Sempre più spesso oggi si sente parlare di microbiota e sempre meno di flora intestinale. Questo perché il termine microbiota è il termine scientificamente più corretto per descrivere la popolazione costituita da batteri, virus e funghi che colonizza il nostro organismo.
Il termine flora intestinale è più comune e conosciuto. Deriva dal fatto che fino a qualche tempo fa il regno dei viventi era suddiviso nel regno degli animali e in quello delle piante. I batteri erano compresi in quest’ultimo regno.
Oggi sono sei i regni dei viventi e i batteri sono compresi nel regno dei Bacteria.
Il termine flora, inoltre, si riferisce solo alle specie benefiche e non considera le specie fisiologicamente presenti nell’intestino che proliferano in caso di disbiosi.

17. COS’È LA BIODIVERSITÀ DEL MICROBIOTA? PERCHÉ È IMPORTANTE?

La biodiversità del microbiota indica quante specie sono presenti nel nostro intestino e quanto ognuna di esse è rappresentata.
Più le specie batteriche sono numerose, più il nostro microbiota sarà in grado di resistere all’attacco dei patogeni, di adattarsi alle variazioni della nostra dieta e del nostro stile di vita. Sarà quindi capace di ristabilire velocemente una configurazione sana, cioè in eubiosi.
Per questo nel test Microbiocheck® viene valutato l’indice di biodiversità dell’ecosistema.

18. È SEMPRE POSITIVO AVERE UN ELEVATO VALORE DI BIODIVERSITÀ?

Un microbiota in salute è caratterizzato da una condizione di equilibrio (eubiosi), nella quale i rapporti tra le diverse specie sono mantenuti.
Il report Microbiocheck® riporta un range di biodiversità. Un valore di biodiversità oltre il limite può indicare la presenza di batteri potenzialmente patogeni. Per questo il referto riporta informazioni circa l’eventuale presenza di specie patogene e l’indice di disbiosi.

19. COS’È LA DISBIOSI INTESTINALE?

La disbiosi intestinale rappresenta l’alterazione della composizione del microbiota, ovvero una perdita di varietà della flora batterica, dei rapporti e degli equilibri tra le varie specie batteriche.
Può essere transitoria, dovuta a un viaggio o a una terapia antibiotica, oppure protratta nel tempo, dovuta a stress o patologie croniche.

20. CI SONO FARMACI CHE POSSONO CAUSARE DISBIOSI?

Si: diversi farmaci possono causare disbiosi, soprattutto se assunti per periodi prolungati o ravvicinati.
Farmaci come:
• Antibiotici
• Metformina
• Cortisone
• Inibitori di pompa protonica (IPP)

21. QUALI SONO I SINTOMI DELLA DISBIOSI?

Diversi sintomi possono indicare un’alterazione del microbiota:
• Una cattiva digestione.
• Gonfiori addominali ricorrenti con tensione, dolore e flatulenze.
• Alito cattivo.
• Abbassamento delle difese immunitarie.
• Cistiti o candidosi ricorrenti.
• Stanchezza, astenia, irritabilità e disturbi del sonno.

22. QUALI PROBLEMI POSSONO ESSERE RICONDUCIBILI A UN’ALTERAZIONE DEL MICROBIOTA?

L’alterazione del microbiota può essere coinvolta nell’instaurarsi e nel progredire di molti disturbi e patologie più o meno gravi:
• Malattie gastrointestinali,
• Disturbi immunitari,
• Obesità,
• Problemi alla tiroide,
• Sindrome metabolica,
• Diabete

23. IL MICROBIOTA È UGUALE PER TUTTI?

No: il microbiota è unico per ognuno di noi e ci caratterizza come un’impronta digitale.
Durante il parto, e successivamente tramite l’allattamento, i microrganismi di origine materna colonizzano l’organismo del nascituro.
Attraverso lo svezzamento, a mano a mano che cresciamo, questi microorganismi convivono, si evolvono e cambiano insieme a noi (simbiosi).
Il microbiota è influenzato dai nostri geni, dalla nostra alimentazione, dall’ambiente in cui viviamo e dal nostro stile di vita.

24. COSA POSSO FARE PER MANTENERE IN SALUTE IL MICROBIOTA?

Puoi sviluppare e sostenere i batteri che contribuiscono alla salute seguendo un’alimentazione varia, sana e uno stile di vita adeguato.
Al contrario un’alimentazione sbilanciata, fumo, stress e alcune categorie di farmaci (come gli antibiotici e gli inibitori di pompa protonica) possono favorire l’alterazione del microbiota.

25. CHE DIFFERENZA C’È TRA PROBIOTICI E PREBIOTICI?

I probiotici sono prodotti costituiti da microorganismi vitali che, una volta ingeriti, esercitano azioni benefiche per l’organismo umano.
Per prebiotici s’intende, invece, una particolare categoria di sostanze che riesce a stimolare selettivamente la crescita o l’attività dei ceppi batterici “buoni”.

26. COS’È LA FIBRA ALIMENTARE?

La fibra rappresenta la componente degli alimenti che non viene digerita dallo stomaco né dall’intestino, ma viene in parte processata dal microbiota nel colon.
Solitamente le fibre sono suddivise in solubili e insolubili, in base alla loro capacità di disciogliersi in acqua.
Le fibre solubili costituiscono il nutrimento per il nostro microbiota e possiedono quindi un’azione prebiotica.
Le fibre insolubili invece servono per favorire la formazione della massa fecale, essendo indigeribili anche per i nostri batteri.

27. LE FIBRE INTERFERISCONO CON I FARMACI?

Si: le fibre interagiscono con l’azione di molti farmaci, tra i quali: acetaminofene, carbamazepina, carbonato di litio, clindamicina, digossina, lovastatina, etformina, penicilline, tetracicline, warfarin.
Quando si procede con l’introduzione di fibre nel proprio regime alimentare è fondamentale evitare drastici sconvolgimenti delle proprie abitudini alimentari e dei propri percorsi terapeutici senza rivolgersi a personale qualificato.

28. COME POSSO RIDURRE IL GONFIORE DATO DALL’AUMENTO DI FIBRA NELLA DIETA?

È consigliabile innanzitutto aumentare gradualmente la fibra nell’alimentazione.
Inoltre è importante associare l’aumento della fibra nell’alimentazione con una buona idratazione.
L’acqua, infatti, favorisce la progressione delle fibre lungo l’apparato digerente.

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